Gli editori radiofonici si sono riuniti insieme per dare vita a Ter (Tavolo Editori Radio srl), una società che per la prima volta mette insieme la radiofonia e che metterà a punto un sistema per le rilevazioni degli ascolti. Stamattina si è svolto a Milano il primo Cda della neonata società, che ha nominato all’unanimità presidente il direttore di Radio Rai, Nicola Sinisi. Ter si pone come organo di rappresentanza dell’intero comparto della radiofonia italiana senza alcuna distinzione tra emittenti pubbliche, private, commerciali, locali e associazioni di radio locali.

«La mia nomina non è per meriti personali, ma perché è stato riconosciuto l’impegno da parte della Rai e fare questa impresa», afferma Sinisi all’Adnkronos, sottolineando che «anche questo fa parte dei doveri del Servizio Pubblico: un tavolo di tutti gli editori radiofonici per monitorare le tante piattaforme sulle quali la radio è presente, dagli apparecchi radiofonici al web, per seguire e dare costanza alla modernità del mezzo di comunicazione di massa più antico che ci sia dopo la carta stampata. La sua assenza era un ‘buco’ che per la prima volta viene colmato. Adesso dovremo realizzare un sistema di ricerche finalizzato a misurare gli ascolti della radio su tutte le piattaforme, anche ai fini della raccolta pubblicitaria. Un sistema condiviso da tutti noi e che dia certezze al mercato degli investitori».

Il Cda di Tavolo Editori Radio Srl è composto da 17 membri che dureranno in carica per tre esercizi e così fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018, presieduto da Sinisi. Gli altri componenti sono Antonio Marano e Giuseppe Pasciucco (Rai), Marco Rossignoli e Alessia Caricato (Aeranti Corallo), Antonio Niespolo (Kiss Kiss), Francesco Dini e Carlo Ottino (Elemedia), Ivan Ranza(Sole 24 Ore), Alberto Mazzocco e Marco Montrone (FRT), Federico Di Chio (Rti – Radio 101), Mario Volanti (Radio Italia), Lorenzo Suraci (Rtl 102,5), Claudio Fabbri ed Elisa Todescato (Finelco), Massimiliano Montefusco (Rds).

La radio, sottolinea Sinisi, «è il medium maggiormente all’avanguardia, capace di recepire con immediatezza le innovazioni tecnologiche e catturare un pubblico sempre più trasversale ed unico, che si ascolta non solo sulla classica radio o in macchina, ma anche sugli smartphone, la tv digitale e satellitare, il web per arrivare al podcast e alle cuffie radiomunite. Oggi in Italia raggiunge più di 36 milioni di persone al giorno nella fascia di popolazione con più di 14 anni».

«Oggi abbiamo iniziato una discussione e visto il panorama europeo ed extraeuropeo – spiega Sinisi – ma ai primi di maggio ci sarà un Cda più operativo. La radio attualmente ha un sistema di rilevazione basato sulla Cati (Computer-Assisted Telephone Interviewing, ndr), che si basa su 120mila interviste all’anno i cui dati vengono rilasciati trimestralmente, emittente per emittente, e semestralmente al mercato. Dà un dato di conoscenza importate», precisa il presidente di Ter.

Ma serve un sistema «condiviso da tutti noi e che dia certezze al mercato. Andremo a discutere come metterlo a punto, perché la radio è considerato il medium più credibile dagli italiani, forse – conclude – perché nella sua stessa natura è insita la diretta, l’essere sempre sul luogo, il colloquio con gli ascoltatori, l’intrattenimento e la musica».

Fonte: Digital News